Aumenta il rischio di obesità per i bambini che dormono poco
Dormire troppo poco non causa solo stanchezza, ma spiana la strada a patologie come l'obesità, il diabete mellito di tipo 2 e i disturbi cardiovascolari, sia negli adulti che nei bambini. La Giornata Mondiale del Sonno, che si celebra il 17 marzo, è un'occasione per riflettere sul tema della mancanza di riposo nei bambini e sulle conseguenze di questo fenomeno. Lo hanno fatto l'Università di Parma e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps). Il risultato dell'indagine del polo universitario parmense ha messo in luce un dato allarmante: due bambini su 10 hanno una scarsa qualità del sonno. La Sipps ha messo in relazione questa condizione con il rischio di sviluppare malattie croniche e pericolose per il benessere psicofisico.
Il progetto "Ci piace sognare" di Sipps ha evidenziato le conseguenze più rischiose legate alla carenza di sonno. Oltre a sbalzi d'umore, difficoltà di concentrazione e irritabilità, dormire poco potrebbe favorire lo sviluppo di patologie croniche come l'obesità, l'insulino-resistenza, il diabete mellito di tipo 2 e disturbi cardiovascolari.
La mancanza di sonno è correlata a sovrappeso e obesità perché dormire poco aumenta l'appetito. Ciò è dovuto all'alterazione dei neuropeptidi coinvolti nella regolazione dell'alimentazione. Dormire poco, inoltre, dà più tempo all'assunzione di cibi, ma al tempo stesso genera stanchezza, ostacolando l'attività fisica.
I pediatri della Sipps raccomandano 14-18 ore di sonno tra giorno e notte per i bambini fino ai 12 mesi d'età. Dopo il compimento del primo anno e per tutto il periodo di vita del bambino che precede la scuola, questi dovrebbe dormire tra le 12 e le 14 ore al giorno, possibilmente non concentrate in una sola soluzione. I bambini che frequentano la scuola primaria dovrebbero riuscire ad incamerare tra le 10 e le 12 ore di sonno.

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